QUESTA E’ LA NOSTRA EVIDENZA
Milano 8 ottobre 2010
Dal momento in cui abbiamo invocato la necessità di far precipitare la lotta sul reale, davvero non ci è più possibile poter parlare della giornata di oggi nascondendo le occasioni mancate e i difetti di pratica.
Ciò nonostante abbiamo costruito molto insieme. Guardiamo com’è andata. La deviazione verso la Statale è stato il momento di cesura della moltitudine in due situazioni distinte: il proseguimento dei numeri che si muovevano verso il feticcio da contemplare, il Provveditorato-fantoccio-della-Gelmini, da una parte, dall’altra un incontro di corpi, desideri, esperienze, una posizione comune da costruire.
Una posizione comune che ha raccolto insieme i naufraghi di migliaia di vite separate.
TENTARE UNA NUOVA ROTTA
Le suppliche-ordini di qualche funzionario della protesta non vengono quasi mai accolte. Chi si infiamma di gioia, ci sarà un’occupazione? Non c’è molta chiarezza. Qualcuno infatti si lascia solamente trasportare da un nauseabondo moto ondoso. Chi invece cambia direzione e più che prendere parte nella deviazione non autorizzata, va a sputare cinicamente sulla protesta. La protesta è finalmente affondata insieme a ciò che contestava. Poi sulla tela di un giornale si può proiettare quello che si vuole, buona visione. Una sagoma del ministro Gelmini vestita da soldato è stata colpita da uova, rotoli di carta igienica e fumogeni. Tanta roba!
INVASIONE DELLA STATALE
Si invade la Statale. Abbiamo invaso la Statale. Un’ottima confusione. Una moltitudine liquida rimaneva alle porte. Si erano allontanati dalla processione senza aver chiaro cosa stava accadendo. All’interno non si riusciva a contenere in un’assemblea la voglia di infiammare l’aria, di ribaltare qualsiasi funzione della metropoli. La grande assemblea irruente da costruire non è andata perduta, lavoratori e studenti avranno modo di superare le distanze un’altra volta. Rimandavamo scontri e incontri tra di noi. A contare i primi feriti era la DIGOS.
Tuttavia non è stata la confusione il fianco debole di questo primo incontro, quanto la mancanza di trasparenza sulle pratiche e di obiettivi chiari e condivisi.
IN CAMMINO
Molti alle porte cominciavano a salutarsi, ma per andarsene, per rigettarsi nel flusso metropolitano. Anche noi abbiamo cominciato a salutarci, a conoscerci.
Noi siamo usciti dalla Statale, in rotta verso “il folle volo”.
All’esterno un gruppo aveva raccolto una forza da portare verso Largo Treves; ed era partito.
Noi avevamo un altro obiettivo. C’era un posto a pochi passi della Statale. Un luogo da sabotare, restituendo risorse al nostro cammino comune. Un luogo da cui sabotare, dove condividere i saperi e sezionare la metropoli. Tanti indugi e qualche camionetta degli sbirri sono stati sufficienti a farci desistere dal rischiare. Forse, a torto. Da quel momento, i pochi obiettivi prefissati si sono frammentati in migliaia di fuochi da accendere e noi abbiamo perso la bussola. La tensione e l’entusiasmo tuttavia sono sempre stati lontani dallo svanire. “Blocchiamo tutto e subito”. Si punta dritti all’oceano con qualche vertigine.
“BLOCCARE TUTTO E SUBITO” non contempla mondi alternativi a questo. E’ una pratica sporca, che va diretta ad incidere il reale. Il presidente dell’ATAF (trasporti pubblici di Firenze) oggi dichiara a La Nazione: “Usate il buonsenso. In città ci sono tanti luoghi simbolici, a partire da piazza del Duomo finalmente pedonale: perchè si deve sempre scegliere per forza piazza San Marco che è uno degli snodi principali del servizio pubblico?”.
Chi oggi si è organizzato a Firenze ha fatto perdere solo alla Ataf oltre 40mila euro. Moltiplicate ora il danno economico alla metropoli, la non-operosità dei corpi e il malfunzionamento del consenso. Blocco metropolitano, sabotaggio umano!
“VOLEVAMO SEMPLICEMENTE ANDARE IN GIRO PER MILANO, A OCCUPARE LE STRADE, COSÌ”
Il nostro furgone ci porta dietro a un gruppo deciso a muoversi verso Largo Treves. Si va all’ombra della Torre Velasca. Una via stretta. Cosa c’è dietro l’angolo? Corso di Porta Romana o la via più veloce ad un ampio snodo stradale? Si schierano gli sbirri alla fine della via. Provocazione leggera, quattro manganellate- qualcuno resiste, ricambia, lancia ciò che trova, mentre chi è corso indietro riprende posizione. Pur essendo poco abituati alla realtà, ne abbiamo fatto esperienza insieme. Però mancava completamente dalla prospettiva un obiettivo. Tra gli ultimi botti qualcuno ha cercato di abbassare la tensione per ripartire. Altri sentivano la necessità di ridurre la Torre Velasca in macerie. Nessun discorso sembra essere condiviso, le parole erano lontane dall’evidenza. Si ripartiva stanchi ed affamati. Ma, per una qualche alchemia, il nostro incontro ha retto la situazione. Si era usciti dalla Statale, in qualche modo ora ci stavamo tornando.
COMUNISMO E BARBARIE
A mensa non ci siamo proprio rifocillati. C’era del cibo, ma faceva un po’ schifo. Abbiamo riso e ribaltato ogni stupidità allo scoperto, abbiamo dribblato(senza nemmeno sfiorarli) il personale della mensa, che ci ha preso sul serio, si costituiva in una milizia in difesa di contorni e budini. Come pure quella studentessa, franco tiratore, che ha respinto i nostri giochi come se fossero stati assalti. Forse lo erano! Qualcuno da dentro fa opera di sensibilizzazione contro la barbarie. Sembrano prediche contro il paganesimo. Ma i nostri replicano con: “La carpa dello stagno alla griglia!”. Qualcuno dell’orda: “Ma proprio alla mensa della statale? La prossima volta in Piazza Duomo!”. Profanata la mensa, un idrante si anima in maniera miracolosa e si scatena contro i locali della cara vecchia amata CUSL , che non viene risparmiata. Per quanti indizi possa aver colto la Scientifica, la nostra versione dei fatti è racchiusa nei tanti sorrisi in comune. Riposàti nel chiostro centrale, occupiamo un’aula sufficientemente ampia per la nostra assemblea.
-ASSEMBLEA
E l’inizio di una bella amicizia. Dotiamoci di mappe della metropoli, cerchiamo di capire come funziona. Troviamo luoghi da cui poter generalizzare la lotta.
Abbiamo bisogno di bussole comuni. Riempiamo la stiva delle nostre navi di esperienze e risorse!
Mercoledì prossimo ci ritroviamo alle 15.30. Assemblea metropolitana nell’atrio della statale.

http://www.02blog.it/post/7358/bottiglieria-di-via-savona-18-loccupazione-continua-tra-dichiarazioni-infuocate-e-proteste
che bello vedervi su noblogs
non ce la farò mai a venirvi a trovare, anche se la voglia è tanta
e rivedere anche la corte di via Morimondo, il ponte a S.Cristoforo..
Tenete la barra dritta, loro sono sempre in agguato.